Mariachiara Marsella: “La SEO fine a se stessa è morta”

Home » Mariachiara Marsella: “La SEO fine a se stessa è morta”

Mariachiara Marsella: “La SEO fine a se stessa è morta”

La SEO fine a se stessa è morta ? Spunti interessanti SEO e SEM con Mariachiara Marsella, Responsabile Marketing online presso PMI Servizi.

Dalla tesi in Filosofia del Diritto alla SEO, come nasce la passione verso questo settore ?

La mia Testi di Laura (conseguita nel 2002) parlava di eutanasia e suicidio e la cosa sembrerebbe ancora più strana, lo so. In realtà un’ampia parte è stata dedicata al “suicidio su Internet” e le relative implicazioni a livello giuridico. Ci sono molti siti web (stranieri soprattutto) che incitano al suicidio fornendo addirittura “consigli” su come raggirare l’attenzione dei genitori. Iniziai allora, nel 2002, a curiosare in modo quasi maniacale sul web perché non potevo davvero credere ai miei occhi. Parliamo di un Tesi che mi ha parecchio impegnato ma che è stata la cosa più bella che abbia mai fatto all’Università, La Sapienza di Roma. Dico sempre, infatti, che più che un corso di Laurea è stato stato un corso di sopravvivenza. Appena laureata ho iniziato a lavorare come web content applicando semplicemente quelle “regole” che mi sembravano piuttosto logiche a livello di contenuti e che solo dopo ho saputo essere una parte della SEO. L’ho scoperto a un corso di web marketing, era il 2003. Ho proseguito come web marketer presso una piccola azienda potendo testare, di persona, tutto quello che leggevo in giro per il web. La vera svolta ci fu qualche anno più tardi, quando iniziai a lavorare come SEO specialist prima a SEMS e poi a Mamadigital. In queste aziende ho imparato molto anche grazie alla generosità di persone, come Marco Loguercio, Enrico Altavilla e Simone Rinzivillo, che non hanno mai lesinato consigli.”

 

“La SEO fine a se stessa, a mio avviso, è morta.”  Dichiarazione forte…

Intervista SEO: Mariachiara Marsella, Responsabile Marketing online Non lo so se è “forte” ma ci credo fortemente e oramai è ampiamente dimostrato. Ovviamente con il termine “fine a sé stessa” intendo la SEO fatta solo per il gusto del posizionamento. Ho sempre sospettato delle “ansie da prestazione” di chi decide una strategia basandosi sui posizionamenti altrui piuttosto che sulle potenzialità del proprio business. Senza contare che non esiste più un unico Google, ma ci sono tante SERP, diciamo, differenti.

 

 

 

 

Analizzare un competitors, quali strumenti sono indispensabili ?

Ecco, mi riallaccio a quanto sopra. Non basta vedere i posizionamenti (in realtà non è mai bastato). Ad oggi occorre molto, ma molto di più. Quello che facciamo a SEO.Roma.it è trattare i competitor dei nostri clienti esattamente come se fossero nostri clienti, e quindi analizziamo il sito, le attività di aggiornamento, l’utilizzo dei Social e tutto questo a fronte della tipologia di tematica e della sua competitività. Non è importante il numero di competitor ma cosa i competitor hanno fatto e fanno, è importante da chi sono “contornati”. Potrebbero esserci siti posizionati in seconda pagina per query core, in grado di vendere molto di più di siti posizionati in prima.”

 

Facebook ha ridotto la visibilità organica delle fan page. Quale strategia utilizzare per mantenere attiva la propria pagina?

Intanto non è una cosa negativa, da questo potremmo trarre una lezione importante: concentrare tutto su un unico Social perché è il Social del “momento” non è auspicabile, ma soprattutto Facebook non è obbligatorio. Se la tematica lo consente ben venga, altrimenti farlo “tanto per” non ha alcun senso se non creare un vero e proprio boomerang che presto tornerà indietro per ricordarci che con i Social non si scherza. Meglio i Social tematici allora, dove poter trovare potenziali clienti realmente interessati; insomma anche qui la regola del “poco ma buono” trova la sua applicazione. I contenuti pubblicati su Facebook devono essere “rilevanti” e possibilmente devono essere “subito” rilevanti. Le strategie migliori? Sempre quelle dove sono le persone, esperte e professioniste, a occuparsi dei Social e non il factotum dell’ufficio che tra una cosa e l’altra vuoi non trovi il tempo di mettere un link sulla Fan Page? Non consiglio il collegamento tra i Social, cioè non ritengo utile pubblicare un contenuto nello stesso modo, per esempio, tanto su Facebook quanto su Twitter o su LinkedIn. Il linguaggio è diverso da Social a Social, è pertanto necessario dedicare a ognuno il tempo e l’attenzione che merita, perché sono le persone a meritare attenzione.”

 

GlobalWebIndex, nel suo Social Summary, ha rilevato un calo degli utenti attivi di Google, LinkedIn, Twitter, Facebook e YouTube. Quali sono i possibili scenari futuri ?

“Il calo registrato è probabilmente quello degli utenti desktop, perché invece da mobile pare che l’attività prediletta degli utenti sia proprio quella dell’utilizzo dei Social, chi più e chi meno. Ciò non toglie che un eventuale calo generico dell’utilizzo dei Social potrebbe essere parte del normale ciclo degli eventi dove a una forte crescita tende a seguire una flessione. Personalmente non mi baso su quanta gente c’è su un Social per decidere se questo può andare bene per il business di un cliente: il filo conduttore deve essere sempre la conversione da una parte e le possibilità del cliente dall’altra.”

 

“Qualità, onestà e passione”. Questi sono i principi fondamentali per rispondere allo scetticismo di chi non va oltre la strategia del porta a porta ?

“Si, anche se, soprattutto nel caso delle PMI italiane, è spesso complicato far capire loro l’importanza non solo di essere online ma di “esserci nel modo giusto”. Per esempio ci sono ancora molti siti web non responsive nonostante sia chiaro a tutti, compresi gli stessi piccoli imprenditori, che lo smartphone e il tablet non sono più accessori ma beni quasi primari, “prolungamenti” del nostro braccio. Qui serve passione per il proprio lavoro, ne serve proprio tanta…perché da alcune domande/richieste che ci arrivano appare chiaro che la formazione del cliente dovrà partire non da cosa è la SEO ma da cosa è il web. Onestà e qualità a tutti i costi anche a rischio di perdere un cliente, non è un lavoro che si può fare sapendo di mentire, perché ogni santo giorno ti troveresti davanti agli occhi il frutto del peccato.”

 

Un ringraziamento a Mariachiara Marsella per la disponibilità. 

By | 2015-01-23T15:20:41+00:00 giugno 17th, 2014|Interviste|0 Comments

About the Author:

Leave A Comment