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Claudio Marchetti: “Tutto quello che facciamo è Black Hat dopo tutto”

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Claudio Marchetti: “Tutto quello che facciamo è Black Hat dopo tutto”

Intervista SEO a Claudio Marchetti, Community Manager presso father.io. e CEO di marchetti.pro.

Intervista SEO, Claudio MarchettiCome è iniziata la tua avventura come SEO ?

Quasi per gioco, non ero molto contento delle proposte/servizi che mi venivano proposti e mi sono messo a studiare come e cosa fare per migliorare la visibilità dei miei siti.

Con l’andare degli anni il gioco mi ha preso la mano e non ho mai smesso di studiare, prendere ban da Google e imparare nuove cose.

 

Nelle precedenti interviste abbiamo avuto il parere contrastante di Francesco Margherita e Gaetano Romeo circa l’etica nella SEO. Qual è il tuo punto di vista ?

Risposte contrastanti in apparenza, di due ottimi professionisti del settore che stimo, ma che portano ad una sola conclusione.

Il concetto di etica nel nostro lavoro è una bellissima cosa, a cui spesso però vanno legate di pari passo le parole concorrenza, clienti e conto in banca da foraggiare per le vacanze.
Non vorrei essere frainteso, ma in alcuni casi bisogna e si deve giocare sporco, mettendo quelle simpatiche e utopistiche linee guida di Google nel dimenticatoio. Se la serp non ti obbliga ad abbandonare i comandamenti di Google tanto meglio, ma se stiamo parlando di settori competitivi, non te la cavi con qualche ottimizzazione onpage, devi forzare la mano e portare link al tuo sito.

“Tutto quello che facciamo è Black Hat dopo tutto”

Alla fine, osare un po’ di più del concesso, con qualche link e degli escamotage libertini è cosa di tutti i giorni. Unico punto su cui non si deve mai trasgredire, è informare sempre il cliente su cosa si sta facendo e i rischi/pro della situazione.

Google non comunica con i webmaster. Questa mancanza ha trascinato molta incertezza nelle strategie di posizionamento e nelle azioni di penalizzazione.

 

Come giudichi il comportamento di Google e come vorresti fosse gestito questo rapporto ?

Google è una multinazionale, che vive e si arricchisce su questa mancanza di chiarezza nelle sue linee guida. Questa incertezza, da una parte avvantaggia Google con il suo sistema AdWords, dall’altra ci offre la possibilità di sperimentare e imparare come raggiungere le prime posizioni con il posizionamento organico.

Non giudico Google in nessun modo, poiché penso che mi comporterei nello stesso modo. Prima o poi, oltre a tirare fuori tutti questi animali spelacchiati, uscirà anche qualche bella coniglietta di Playboy dal suo cilindro magico con qualche dritta utile.  😀

 

Quanto è cambiata la SEO con l’avvento di AdWords ?

È cambiata molto, e cambierà ancora di più nel corso degli anni. L’avvento di AdWords ha creato moltissime opportunità per inserzionisti e affiliati, così come per noi SEO di offrire soluzioni ibride tra posizionamento organico e a pagamento.

 

Passaparola, sito web, social. Quale canale ritieni più produttivo per acquisire nuovi clienti ?

Tra i tre direi sicuramente il passaparola. È quello che si è dimostrato il migliore nel mio caso, anche perché sono anni che ho solo una landing page sul mio portfolio. Tra le forme indirette per “acquisire clienti” (se noti l’ho messo tra le virgolette), citerei anche il crearsi un network di professionisti con cui si collabora, e si tengono dei rapporti di condivisione delle idee. Con l’andare degli anni, oltre a fornirci la possibilità di crescere professionalmente, con persone che ragionano e lavorano con un metodo differente, si ha la possibilità di fare lavori che normalmente ci sarebbero stati preclusi. La SEO, in situazioni medio/grandi non può più essere gestita da una persona sola, quindi è necessario unirsi ad altri professionisti o creare un team ad hoc per offrire il miglior risultato.

 

Qual è il tuo rapporto con i social ?

Direi ottimo, riesci ad entrare in contatto con persone di tutto il mondo senza muovere un passo fuori di casa. I social, in pochi anni sono riusciti a rivoluzionare quello che era internet e la comunicazione tra le persone.
L’evoluzione di questo mezzo di comunicazione è incredibile, puoi pianificare tutto quello che vuoi, ma alla fine non saprai mai esattamente come verrà interpretato quello che stai scrivendo.

 

Negative SEO. Come si può fermare questo fenomeno ? Credi possa mettere a rischio l’intero settore?

Fermarla è impossibile, poiché troverai sempre qualcuno disposto a giocarsi il tutto per tutto per superare il tuo posizionamento nella serp. L’arrivo del circo di Google nel nostro settore, ha dato ancora maggior libertà di azione a chi gioca sporco, ma non direi che la situazione è così allarmante.

I settori dove ho visto alcuni casi, non mi è ancora capito nessun cliente con penalizzazioni del genere, sono i classi (porno, poker & pills e loro affini). Sono nicchie in cui ho lavorato in passato, dove il confine tra azioni Black Hat, Negative SEO e simili sono così labili che una vera e propria soglia non esiste.

Non metterà mai a serio rischio il settore, ma solo alcune nicchie molto competitive. Implementare una Negative SEO, richiede competenze e fondi che non sono applicabili in molte situazioni. Penso che buona parte di noi webmaster è al sicuro da questo tipo di penalizzazione.

 

Un ringraziamento a Claudio Marchetti per la sua disponibilità.

By | 2015-01-23T15:26:31+00:00 dicembre 2nd, 2014|Interviste|1 Comment

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One Comment

  1. andrea scarpetta 23/12/2014 at 17:45

    Sono d’accordo su tutto, tranne che su una cosa: linkare la pagina di wikipedia relativa alla voce “black hat” ! Perchè è scritta in maniera astrusa, mescola in maniera completamente inappropriata “hacking” e “blackhat seo” e parla ancora di termini come “spamdexing” che è dal 2011 (e forse prima) che non vengono più usati da nessuno, segno che la pagina è figlia di un punto di vista obsoleto e potenzialmente dannoso per il nostro lavoro.

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